Palazzo Comunale
Palazzo Comunale. Questo edificio, anticamente chiamato Palazzo dei Priori, è molto probabilmente del XIII secolo, ma nei secoli successivi ha subito vari rimaneggiamenti e modifiche che ne hanno alterato le linee originarie. Sulla porta di ingresso vi è lo stemma comunale e una lapide con scritto Gratia Dei Nicolaus Cardinalis de Flisco, che ricorda il nome del governatore di Stroncone quando la porta venne costruita intorno al 1500. Una scala in pietra, alle cui pareti si possono ammirare lapidi e frammenti di origine romana e alto medievale, conduce al piano superiore dove si accede nell’antica sala dei Priori, oggi sala del Consiglio comunale. Alle pareti della sala, in alto tutt’intorno, è possibile notare gli stemmi delle famiglie patrizie locali, sebbene il Costanzi affermi trattarsi dei blasoni dei cardinali che ricoprirono la carica di Governatori di Stroncone. Nella stessa stanza è conservata anche la statua lignea policroma databile tra la fine del secolo XV e l’inizio del XVI secolo dedicata a S. Sebastiano che rappresenta il giovane e aitante soldato narbonese, in atto di sopportare serenamente l’atroce martirio. Nell’ufficio del Sindaco sono custoditi preziose opere d’arte: l’antica cassetta per il bossolo delle votazioni dei Priori risalente al secolo XVI, che conteneva i brevicelli per l’estrazione dei magistrati; il bossolo per le votazioni del XVI sec.; la tela ad olio raffigurante una Madonna con bambino, le monete e le medaglie, il sigillo comunale, i Corali miniati ed altri documenti storici, quali gli Statuti del Comune del XVIII sec., il manoscritto dell’avvocato Teodoro Costanzi sulla storia di Stroncone.
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Rocca
Esisteva già la piccola rocca nel secolo XIII, giacchè in un patto d'alleanza col Comune di Rieti, stipulato nel 1307, il nostro paese si obbliga ad accrescere di fanti e di cavalli le milizie reatine, a scendere con esse in battaglia contro tutti i loro nemici, eccettuati la Chiesa, il popolo romano e la città di Terni, e finalmente a cedere in tempo di guerra la torre al sindaco del popolo di Rieti. Nel 1394 fu occupata da Pandolfo Malatesta e nel 1404 da Andrea Tomacelli che, in rotta con la Corte di Roma e alleatosi con Ladislao re di Napoli, vi si asserragliò o per tenere a bada il paese, o per avervi un asilo forte e sicuro nel caso di una guerra in questa regione. Gli Stronconesi però, gelosi della loro libertà, insorsero, assalirono la rocca, ne cacciarono il presidio e buona parte ne distrussero. Quando il 14 dicembre 1493 Pio II passò per il nostro paese, le fortificazioni erano ancora tali da rendere il luogo munitissimo contro il nemico, e fu soltanto verso il 1756 che la rocca venne completamente distrutta per ricavarne i materiali che servirono a edificare la sacrestia di San Nicolò. La rocca, su pianta trapezoidale, occupava lo spazio dell'edificio utilizzato in momenti diversi a scuola e ospedale.
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Osservatorio
L'osservatorio Astronomico di S. Lucia di Stroncone è nato nel 1987 dalla passione per l'astronomi di Anonio Vagnozzi, che è riuscito a coinvolgere con il suo entusiasmo amici con interessi anche diversi. E così si sono ritrovati insieme Vairo Risolvi e Gianni Bernabbei, accomunati dalla passione per il computer e l'elettronica, Emiliano Gregori studente di fisica e appassionato di astronomia e informatica, Danilo Paluzzi studente di ingegneria, Saverio Lombardi, astrofilo di vecchia data, Roberto Castellani e più recentementi Vincenzo Russo, Giovanna Piermarini, Valentino Scirli e Pietro Anselmi. Attualmente i Team S. Lucia è composta da una decine di astrofili, la cui età varia dai 20 ai 70 anni. Tutti i sabato pomeriggio si ritrovano nel piccolo locale dell'osservatorio per il resoconto della settimana, per programmare il lavoro, per scambiarsi idee o semplicemente per il piacere di stare insieme. L'osservatorio è diventato un punto di incontro non solo per i componenti del Team ma anche per altri appassionati di astronomia che saltuariamente partecipano alle attività e alle serate osservative. L'osservatorio è strutturato su due piani. Al piano superiore c'è il telescopio da 500mm con altri tre telescopi accessoriati, due telecamere e due computer per il puntamento automatico; al piano inferiore sono collocati altri due computer, strumenti, libri e riviste di astronomia. La maggior parte dell'attività del Team si svolge in questo secondo ambiente che ormai è diventato troppo piccolo per accogliere il numero sempre crescente di appasionati. Principalmente le ricerche portate avanti sono due: la prima è la sorveglianza del cielo allo scopo di trovare nuovi steroidi o di seguire asteroidi già scoperti, misurarne con la massima precisione l'orbita e inviare i dati allo Smithsonian Istitute di Cambridge (USA) per la catalogazione definitiva. Il Team S. Lucia è stato, tra gli astrofili, il primo in Italia un asteroide con l'uso di una moderna telecamera a sensori CCD per usi stronomici, individuando fino ad oggi 100 nuovi steroidi di cui 5 nominati definitivamente: Stroncone, Terni, Liberati, Molfino, Borzacchini. La seconda attività riguarda invece la ricerca di Supernova nelle galassie. Il lavoro è inizito appena un anno fa ed anche in questo caso abbiamo raggiunti buoni risultati con una "Prediscovery" di una Supernuova nella galassia NGC2726 e la scoperta della Supernova 1996ae nella galassia NGC 5775.
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Biblioteca Convento San Francesco
Il Convento di S. Francesco, fondato secondo la tradizione dallo stesso San Francesco nel 1213, divenne nel XVII sec. un importante centro di studi teologici, storici ed eruditi. Fra i dotti che operarono in questo secolo si può ricordare il teologo fra’ Costanzo Malvetani, frate Arcangelo Contessa e frate Agostino Mattielli che, con la sua Umbria Serafica e il Discorso sopra la terra di Stroncone, può considerarsi uno dei maggiori cronisti ed eruditi umbri del ‘600. Il fervore per gli studi spinse gli studiosi del Convento alla costituzione di una Biblioteca, strumento indispensabile per la loro formazione e per le loro ricerche. Negli anni successivi la Biblioteca si arricchì di numerosi lasciti e donazioni, sì da creare una fra le più ricche raccolte francescane in Umbria. La nascita e le prime vicende di questa Biblioteca vengono narrate da frate Arcangelo Contessa (1557-1660), che ne fu il primo bibliotecario ed ordinatore, in un manoscritto conservato oggi presso la Biblioteca Civica di Terni. Dal Contessa apprendiamo che il primo nucleo della Biblioteca fu costituito da tre casse di libri appartenute a frate Giovanni Vici (discendente della famiglia Vici) ed inviate nel 1584 da Roma a Stroncone proprio con lo scopo di crearvi una raccolta bibliografica. Padre Bonaventura Cecconcelli, giunto nel Convento come lettore, sistemò il contenuto della cassa nella cosiddetta "stanza della logia" e, nel 1613, ritornato a Stroncone dopo un breve periodo di allontanamento, non solo arricchì la raccolta con altri libri, ma si occupò anche dell’allestimento di una apposita stanza ove collocare la libreria. Alla sua morte frate Arcangelo Contessa fu incaricato di organizzare la nuova Biblioteca e nel 1624, portata a compimento l’opera, fu difesa da una scomunica per chiunque vi sottraesse testi. Al nucleo originario furono aggiunte opere di legge e di lettere di proprietà dei dotti frati dimoranti nel convento, o di benefattori che ad esso ne facevano dono. Nonostante la scomunica, molti furono rubati ed altri furono irrimediabilmente rovinati. Per porre rimedio al disperdersi delle opere, nel 1633 venne coniato il timbro attestante la proprietà del Convento e fu redatto un particolareggiato inventario di tutti i volumi presenti nella libreria. Grazie a questo importante strumento si possono oggi ricavare notevoli informazioni sulla tenuta e consistenza della ricca Biblioteca francescana. Essa era situata all’interno del Convento, in una stanza al secondo piano, sopra la sagrestia, la stessa ove ancor oggi ha sede, bene illuminata da tre ampie finestre e caratterizzata da nove armadi o scanni in legno massicci dove i volumi erano collocati per argomento e formato. La Biblioteca era ricca di opere cinquecentine, nonché di non pochi incunaboli; la consistenza si aggirava intorno ai 1080 pezzi e le materie in cui era suddivisa la raccolta riguardavano Scientia liberalis, paripatetica, iudicialis, divina, sacra, ortodossa, concionalis (dei Pubblici Discorsi), historica, communis. Nel corso degli anni la Biblioteca si arricchì notevolmente di altre opere librarie tanto che nel 1724 Girolamo da Perugia, nella relazione fatta ai superiori in occasione della visita canonica al Convento, scriveva: "Per quanto finalmente spetta alla libreria nel suddetto Convento vi è libreria formale et è una delle più superbe che sia in Provincia, ben tenuta, e ben posta per indici; e vi sono in tutto, senza li manoscritti e prohibiti, 2263 pezzi di libri". Con le soppressione napoleoniche e gli incameramenti post unitari, a seguito dei quali, seppur per breve tempo, la chiesa e i beni del Convento di S. Francesco diverranno proprietà demaniale, la Biblioteca subirà dolorose mutilazioni e i testi più preziosi andranno perduti. Nonostante i numerosi depauperamenti, grazie all’isolamento del piccolo Convento, molti testi rimasero nella loro antica collocazione e ancora oggi è possibile ammirare la Biblioteca nella sua originaria disposizione.
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Comune di Stroncone
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