S. Giovanni Decollato

L’Oratorio di S. Giovanni Decollato, situato a sinistra della porta di ingresso dell’antico Castello di Stroncone, è un autentico gioiello d’arte e architettura. Sede dell’omonima Confraternita, conserva opere di pregevole fattura di Giuseppe Bastiani detto Giuseppino da Macerata. Nelle lunette laterali sono rappresentate quattro storie della vita del Santo: Natività - S. Giovanni nel deserto- Annuncio a Zaccaria- Visita in carcere dei discepoli, mentre il Battesimo campeggia al centro della volta suddivisa in scomparti da cornici in stucco e grottesche interrotte da piccoli paesaggi e cartelle con scritte in latino riferibili al Battista. Bellissima la pala dell’altare maggiore che ne raffigura il martirio, frutto anch’essa del pennello del Bastiani. La testa del Santo martire, su cui inevitabilmente si posano gli occhi dello spettatore, concentra tutto il pathos della raffigurazione. Due altari barocchi e stucchi pregevoli, opera di due autori stronconesi, i fratelli Gregorio e Cristoforo Grimani, completano l’interno di questa chiesa, la più bella, sul piano artistico, della città di Stroncone.

Per quanto concerne la fabbrica della chiesa non si sa con precisione quando fu iniziata. Dai titoli di uscita registrati nei libri dell’amministrazione, pare sembra che vi si ponesse mano poco dopo la costituzione della Confraternita, giacché vi si leggono diversi acquisti di materiale da costruzione che si protraggono per molti anni, senza però che ne venga mai dichiarato l’uso. In un atto rogato dal notaio Giorgio Giorgi, datato 8 ottobre 1585, leggiamo che Vincenzo Malvetani, governatore della Compagnia della Misericordia, affida a mastro Gregorio Contessa l’incarico di murare tante canne di muro, quante ne vorrà la Compagnia, impegnandosi aa rifornirlo di tutto il materiale occorrente. In un altro istrumento dello stesso notaio, datato 21 agosto 1609 si legge che nella riunione della Confraternita vengono stanziati "pro complemento et perfectione ornamenti eorum ecclesie" 50 scudi. Si ritiene, però, che gli interventi realizzati nel periodo 1560-1590 riguardino soltanto l’ampliamento di un edificio già esistente che, in quegli anni, sarebbe stato arricchito della volta, della sacrestia e delle stanze superiori. Tale tesi è confermata sia in un istrumento del 1557, in cui si ha notizia della nomina di alcuni procuratori avvenuta intus ecclesiam, sia dalle Riformanze dello stesso anno in cui si legge di un ampliamento della chiesa.

Il Guardabassi, nella Statistica monumentale ed artistica della nostra provincia, parlando di questa chiesa, afferma: La volta è decorata di affreschi imitanti la maniera degli Zuccheri, nel centro: il battesimo del Cristo, nelle lunette: quattro istorie della vita del Battista. Altare maggiore, tela ad olio: il martirio di S. Giovanni, in basso a destra leggesi: OPUS JOSEPH MAC.sis- MDCX. Altare a destra, tela ad olio: S. Antonio con attorno 12 istorie della sua vita; opera che ricorda la scuola spagnuola .

Nel 1691 qualcosa dovette certamente compromettere la stabilità dell’edificio in quanto nel verbale della riunione della compagnia del 2 febbraio si legge la necessità di effettuare un intervento urgente alla struttura. La causa di tale tempestivo intervento potrebbe essere ricercata nella sopraelevazione dell’edificio- opera realizzata nel precedente lavoro-, il cui peso avrebbe con il tempo provocato problemi di stabilità della struttura. I lavori di consolidamento della chiesa ebbero inizio nel giugno del 1692 e di ciò è possibile averne notizia nel volume 7 dell’Archivio Fraternale, dove sono annotate anche tutte le voci di spesa.

In nessun registro dell’Archivio si trovano accenni agli affreschi, decorazioni e alla pala d’altare dell’oratorio di S. Giovanni; unico riferimento è del 1775, quando, in occasione della visita pastorale, il vescovo di Narni Celestino affermava che la chiesa di S. Giovanni Decollato, "…quale per ogni conto e per nobiltà e rarità delle pitture e del quadro di esso Santo, merita ogni maggiore attenzione, custodia e polizia, così… ordiniamo ancora che tanto la porta principale che quella laterale, alquanto invecchiate e lacerate siano … riattat ed inverniciate decentemente".

Nel 1778 fu completamente rifatto il campanile e, nel 1780, si resero necessari interventi vari al tetto. In tale occasione furono chiuse, nelle stanze sottostanti l’oratorio, le due porte poste verso il vicolo, fu aperto l’ingresso verso la fontana e una porta interna di comunicazione fra le stanze stesse. Di ulteriori interventi alla struttura dell’Oratorio si legge anche in altri successivi documenti, ma in realtà si tratta ormai soltanto di piccole modifiche o manutenzioni alla struttura originaria.
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