Coppe

Nel piccolo e antico borgo di Coppe, le case si raggruppano, quasi a cercar protezione, intorno al massiccio palazzo baronale quadrato, un tempo appartenente ai Cardoli, oggi della famiglia Malvetani, con torri agli angoli e una ricca vegetazione sullo sfondo. In un luogo di questo imponente palazzo vi era un tempo una rocca di proporzioni più modeste, ampliata e modificata in epoca posteriore fino a raggiungere le dimensioni attuali. Per maggiore importanza e utilità del palazzo fu realizzata, con materiale di riporto, la piazzetta antistante, cosa che determinò la copertura della chiesa, oggi chiamata semplicemente "cripta", vero fiore all’occhiello della piccola frazione.

Nell’antica chiesa rurale, quasi certamente dedicata alla Madonna, è possibile ammirare un bellissimo affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino e ai lati S. Giovanni Battista ed un altro Santo che, secondo la tradizione popolare, sarebbe S. Biagio, patrono del luogo. L’affresco è da attribuire ad Angelo di Menicuccio da Vignanello, pittore e intarsiatore in Orvieto.

In un punto più basso del paese a nord- ovest, si innalza una casa signorile dei Cardoli- Arca, la cui data incisa sul portale rammenta che fu eretta nel 1525. Attigua vi era la casa dei conti Manassei di Terni, i quali rimasero proprietari di una parte di Coppe per vendita fatta da Francesco Cardoli e figli.

Da una relazione manoscritta di giovanni Bucciarelli, nel secolo scorso, risulta che la Comunità di Coppe possedeva una casa adibita ad ospedale per alloggiarvi i poveri pellegrini.

Per quanto concerne la storia del castello, si sa che anticamente Coppe pagava per dazi al ducato di Spoleto 30 soldi e per collette 4 soldi.

Nel 1100, sotto l’Imperatore Enrico IV, Beraldo di Rolando, nobil uomo del contado narnese e Maria sua moglie fanno donazione in perpetuo al monastero di farfa del Poggio delle Coppe con le sue pertinenze, monti e piani, case e casarini.

Da una antica scrittura del 1155, al tempo di Federico I, si apprende che Bibbieno Cardoli divise il castello tra i suoi figlioli.

Nel 1225, durante l’interdetto che colpiva Narni e i luoghi della diocesi, Onorio III assumeva sotto la sua protezione, insieme con gli altri castelli narnesi, anche quello di Coppe, affinché non venisse soverchiamente gravato di collette e dazi dal comune.

Nel 1 libro dello Statuto di Narni viene stabilito che il Vicario e i suoi ufficiali facciano rettificare i confini dei castelli Balduino e Coppe per mezzo degli uomini più anziani di quelle contrade.

Nel 1300 il castello di Coppe, insieme con Finocchieto e Stroncone, era sotto il dominio di narni; nel 1439, insieme con Narni e Terni e i castelli subaletrni, era sotto la giurisdizione del Patrimonio di S. Pietro, il cui rettore, nella persona di Bartolomeo Vitelleschi risiedeva a Montefiascone.

Nel 1305 Francesco De Cuppis era giudice della città; nel 1507 Bernardo Cardoli, conte di Coppe, ne copriva la carica di Capitano.
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