Aguzzo

Giù per il greto mormorava la Laia
Nel cadenzalo frusciar de le onde;
su per le balze canta l’abelaia
il suo poema tremulo di fronde.
Come nido di averla si appollaia
Su ‘l colle aprico Aguzzo e si nasconde
tra i rami de le quercie. Una ghiandaia
crocchia, qua e là, pei greppi e per le fonde.
Dai secchi rovi e da le rolle mura,
che Paolo Orsini fabbricò, redole
aroma di lontana fioritura,
e si effonde per l’aria e si raccoglie
tra questi campi sorridenti al sole
e in questa blanda musica di foglie.

Il paese di Aguzzo è un vecchio castello appollaiato su una collina a 378 m s.l.m. che domina le vallate che lo circondano. Le due Laje, di Finocchieto a est e di Configni ad ovest, isolano il suo territorio in gran parte collinoso coperto dai boschi frondenti di querce e abeti, coltivato a grano, viti, ulivi e a frutti. Il suo nome ha subito nel tempo alcune variazioni, da Vacutium, nome iniziale, passando per Vacutio, Acutio ed infine Aguzzo.

Aguzzo fu quasi sempre soggetto al dominio di Narni e appartenne per lungo tempo agli Orsini di Roma, feudatari di altre terre e castelli della terra umbro-sabina: Matteo Orsini, proconsole dei Romani nel 1232, Orso Orsini nel 1264, Andrea nel 1327, Bertoldo nel 1329, Bucciolo nel 1377 furono rispettivamente podestà e vicari di Narni. Si trova che nel 1407 Paolo Orsini, signore e capitano di Narni.

Da una bolla di Gregorio IX (1 giugno 1227) e da un antico Statuto di Narni si ha notizia che il castello di Aguzzo doveva offrire in segno di dipendenza al comune di Narni, nella festa di S. Giovenale, patrono della città e della diocesi, un cero di cinque libbre.

E’ noto che dopo la traslazione della Sede Pontificia ad Avignone le guerre municipali si resero più vivaci e frequenti e che i guelfi comunciarono ad avvilirsi, mentre i ghibellini si levarono con maggiore baldanza e ardimento. Aguzzo, in queste lotte di fazioni opposte, cercò di mantenersi neutrale, ma Narni ne approfittò e nel 1306 se ne impadronì.

Dalla porta del castello si accede alla piazzetta, dove si affacciano la chiesa, che risale al XII sec., dedicata a S. Pietro Apostolo, il vecchio edificio scolastico, non più utilizzato e la casa parrocchiale, da poco ristrutturata. Nelle mura di ponente, riportate di recente all’antico splendore, si può notare un bastione a scarpa con feritoie e spingardiere. Le case entro il castello sono poche, molte ne troviamo invece nel territorio, soprattutto lungo la strada che scende verso Vascigliano.

Una realtà importante per la vita sportiva e socioculturale del paese è il circolo Acli "l’Olmo". Questa struttura è stata realizzata su un terreno messo a disposizione dalla parrocchia grazie all’iniziativa del compianto Don Giuseppe De Cesaris e grazie al volontariato degli abitanti del paese. Qui giovani, meno giovani e anziani, hanno la possibilità di incontrarsi, di stare insieme per passare momenti di svago senza dover lasciare il paese.
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